HACKERARE M0N0P0L1

interactive project

serious game

digital print on paper, 3D printing

2025

Authors

Elisa La Boria, Luka Bagnoli, Francesco Chiodelli

 

with the support of

FULL Future Urban Legacy Lab – Politecnico of Torino

OMERO Research Centre in Urban Studies – University od Torino

DIST – Science, project and politics department – University of Torino and Politecnico of Torino

HACKERARE M0N0P0L1 (HACKING M0N0P0L1) is a participatory project that addresses the housing crisis through a modified use of the iconic board game. Conceived as a full expansion, the project consists of a box whose components integrate with the game’s classic editions.

The act of “hacking” targets both the software and the hardware of Monopoly (its rules as well as its physical elements) reconfiguring gameplay dynamics to more closely reflect the real processes shaping contemporary cities. Players begin under differentiated starting conditions: some with only a small amount of money, others already in possession of properties. The Chance and Community Chest cards are rewritten to introduce scenarios that echo realistic situations and policies, such as studentification and privatization. The addition of Discrimination Cards directly addresses the unequal access to housing in Italy.

The visual component of the game resonates with the aesthetics of internet culture. The only color used in the graphic design is green, referencing both digital imaginaries and the symbol of Western money: the dollar. The box features an alternative version of the moustached man in a top hat: a crying wojak, a meme depicting a tearful face hidden behind a mask. The motif of the mask deliberately recalls the hacktivist movement Anonymous. H, A, C, K, E, R are the tokens corresponding to the six playable characters; they are 3D-printed, as are the buildings representing public housing and illegal constructions.

HACKERARE M0N0P0L1 è un progetto partecipativo che affronta le tematiche della crisi abitativa attraverso l’uso modificato del famoso gioco da tavolo. Si tratta di una vera e propria espansione, una scatola i cui componenti si integrano alle versioni classiche del gioco.

L’ “hackeraggio” colpisce sia il software sia l’hardware di Monopoli (ovvero, sia le regole, sia le componenti fisiche), rendendo le dinamiche di gioco più attinenti ai processi reali che riguardano le città contemporanee. Per esempio, si stabiliscono condizioni di partenza differenziate (c’è chi alla partenza possiede solo una quantità modesta di denaro, chi possiede già delle case); con la riscrittura delle carte “Imprevisti” e “Probabilità” vengono proposti scenari che ricalcano situazioni, o politiche, realistiche (processi quali la studentificazione o la privatizzazione); attraverso l’aggiunta delle “Carte discriminazione” si introduce il problema della difficoltà di accesso alla casa in Italia.

La componente visiva del gioco risuona con gli stilemi della internet culture. Oltre al bianco e al nero, l’unico colore utilizzato nella grafica è il verde, un rimando sia all’immaginario informatico che al denaro occidentale per eccellenza, il dollaro. Sulla scatola compare una versione alternativa dell’omino baffuto con il cilindro: si tratta di un crying wojak, un meme che raffigura un volto in lacrime nascosto dietro una maschera. Il tema della maschera rievoca deliberatamente il celebre movimento di hacktivism Anonymous, e al loro uso della maschera di Guy Fawkes. H, A, C, K, E, R sono le pedine corrispondenti alle sei persone giocabili nel corso di una partita; sono stampate in 3D, così come lo sono gli edifici corrispondenti all’edilizia pubblica e agli abusi edilizi. Ciò rende anche queste componenti complesse potenzialmente riproducibili da casa, attingendo alla logica del do it yourself che permea il mondo dei forum online.