Al di là del cielo

Video installation

2022

Artists

Elisa La Boria, Luka Bagnoli

Al di là del cielo (Beyond the sky) is a video installation that stages an off-screen performance: paper planes are thrown against a white brick wall onto which an image of the sky is projected. We do not know where they come from, yet they inevitably crash and fall. Their wreckage accumulates on the ground beneath the video frame, emphasizing the dialogue between what unfolds within the projection and what exists outside it. The central figure is the unseen hand that performs the throw, together with its tireless perseverance. The paper planes may be understood as the embodiment of ideas seeking material existence, or perhaps as those white pages filled with drafts and sketches that are repeatedly discarded in a continuous cycle.

A paper plane can never break down a wall, yet we continue to watch its failure. When it flies, we feel a sense of wonder; each time its tip brushes the blue sky, in that suspended and expanded instant, we experience a thrill. Al di là del cielo becomes the waiting for an intuition capable of undermining the established order—the moment of brainstorming before creative action. It is the discouragement that arises when everything seems lost, and, ultimately, the irrepressible will to carry on.

Tutti, almeno una volta, abbiamo preso un foglio di carta, lo abbiamo ripiegato più volte su se stesso e lo abbiamo lanciato davanti a noi. Può un aeroplano di carta sfondare un muro? Al di là del cielo è una video installazione che mette in scena una performance fuori campo; degli aerei di carta vengono lanciati contro un muro di mattoni, sul quale viene proiettata l’immagine di un cielo: non sappiamo da dove vengono e irrimediabilmente si schiantano, precipitano. Al suolo, sotto il frame del video, sono accatastati i loro relitti, accentuando così il dialogo tra ciò che è delimitato dalla proiezione e ciò che esiste fuori da quest’ultima.

L’opera rivisita due dei concetti platonici più noti: il mondo delle idee e il mito della caverna. Protagonista è la mano ignota che esegue il lancio e la sua indefessa perseveranza. Forse, gli aerei di carta sono una rappresentazione di idee in cerca di una loro vita materica, o forse sono proprio quelle pagine bianche sulle quali hanno trovato posto tante bozze e che, per un motivo o per l’altro, vengono gettate via in un continuo ricambio.

Certamente un aeroplano di carta non potrà mai sfondare un muro, eppure restiamo incantati a guardarlo fallire; quando vola ci coglie la meraviglia e ogni volta che la punta bianca tocca la superficie del cielo, in quell’istante dilatato, sentiamo un fremito. Al di là del cielo è l’attesa di un’intuizione che possa sovvertire l’ordine costituito, il brainstorming che anticipa l’azione dell’anima creativa; è lo sconforto quando sembra tutto da buttare, l’irrefrenabile desiderio di andare avanti nonostante tutto.