Madre industriosa

textile installation

denim, cyanotype on fabric, fabric marker

4 m x 4 m x 4 m circa

2023

Artists

Elisa La Boria, Luka Bagnoli

Silvia Francis Berry

Madre industriosa (Industrious mother) is a site-specific work created during a residency at SAC (Spazio Arte Contemporanea), a former textile factory owned by the Candiani family and now a cultural venue for exhibitions and residencies. Made from waste fabrics from Candiani Denim’s production, the work reflects on the relationship between the inhabitants of Robecchetto con Induno, where both SAC and Candiani’s main plant are located, and the factory itself.

A source of livelihood for many families yet an imposing presence within the local landscape, the productive machine takes the form of a large skirt, beneath which viewers can encounter drawings and cyanotypes on fabric. Arranged like a pictorial cycle, these images depict details of the industrial complex as seen from within.

Pipes, storage units, fans, chemical solutions, carts, and gears: the factory appears as a sleepless living organism, expanded, fragmented, rational, yet not autonomous. Just as those with direct access to the machine are indispensable to its functioning, those who step beneath the great skirt become, in turn, the legs of this metaphorical mother.

“Madre industriosa” è un’opera site specific creata durante la residenza presso SAC (Spazio Arte Contemporanea), ex-fabbrica tessile di proprietà della famiglia Candiani, divenuta ora spazio culturale per mostre e residenze. Realizzato con tessuti di scarto della produzione Candiani Denim, il lavoro riflette sul rapporto che intercorre tra la fabbrica di denim e gli abitanti di Robecchetto con Induno, paese dove sia il SAC che il principale stabilimento Candiani hanno la loro sede.

Fonte di sostentamento per molte famiglie, ma anche presenza ingombrante sul territorio, la macchina (ri)produttiva assume le fattezze di una grande gonna, sotto la quale lo spettatore può trovare disegni e cianotipie su tessuto, disposti come un ciclo pittorico e raffiguranti alcuni dettagli del complesso industriale visto dal suo interno

Tubi, stoccaggi, ventole, soluzioni chimiche, carrelli e ingranaggi; la fabbrica si presenta come un essere vivente insonne, dal corpo espanso, scomposto, razionale, ma non autonomo. Così come coloro che hanno accesso diretto alla macchina sono indispensabili ad essa, chi entra sotto la grande gonna diviene in prospettiva le gambe di questa madre metaforica, un’ape regina altrimenti zoppa.